Decidere di andare a vivere immersi nella natura vuol dire anche scegliere come nuova abitazione un bel fabbricato rurale riadattato. Infatti il mercato italiano offre diverse opportunità di acquisto di vecchi ruderi agricoli da ristrutturare e da adibire a nuova dimora. Oltre a tenere conto del fatto che ristrutturare una struttura rurale può essere un investimento abbastanza costoso, è necessario dover seguire un preciso iter burocratico.

In pratica per poter utilizzare i fabbricati rurali, originariamente con funzioni legate all’attività agricola, bisogna effettuare la richiesta per il cambio di destinazione d’uso da rurale a residenziale. Nel dettaglio per destinazione rurale s’intende qualsiasi struttura legata a funzione agricola (pollaio, fienile, capannone per attrezzi, una stalla ecc.). In queste tipologie di fabbricati non è possibile abitare, è quindi necessario effettuare, appunto, il cambio di destinazione d’uso.

Come eseguire il cambio di destinazione d’uso di un fabbricato rurale

Un edificio rurale, per essere considerato idoneo a scopo abitativo, deve soddisfare una serie di requisiti per legge:

  • Spazi ed impianti dell’immobile rurale devono essere adeguati per rispettare le norme igienico-sanitarie (salubrità degli ambienti, altezze e spazi minimi a garantire una funzione abitativa);
  • Pagamento dei contributi al comune di riferimento in merito al cambio di destinazione d’uso;
  • Presentazione della pratica di deruralizzazione, laddove il fabbricato rurale non è più ad uso agricolo ma solo residenziale.

Questi sono i passaggi fondamentali da dover eseguire, altri riguardano dal punto di vista pratico i lavori di ristrutturazione da dover fare per il recupero della struttura rurale. E’ necessario sicuramente affidarsi a professionisti per l’elaborazione di un progetto di ristrutturazione che sia tipo conservativo. Infatti il bello di entrare in possesso di un fabbricato rurale sta proprio nel fatto di poter vivere in un immobile dall’architettura decisamente particolare.

Inoltre è importante verificare se il territorio nel quale è situato l’immobile rurale è sottoposto a particolari vincoli di tutela paesaggistico-ambientale da parte del comune. Allo stesso modo, è necessario ottenere permessi ed autorizzazioni dal comune, in base alla tipologia di interventi che si decidono di fare (recupero strutturale, restauro leggero, restauro pesante ecc.). Infine non bisogna dimenticare di eseguire l’aggiornamento catastale e la certificazione di agibilità del fabbricato rurale.